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Baby Signs®

Le Ricerche

Le Dott.sse Linda Acredolo e Susan Goodwyn, ideatrici del Programma Baby Signs® e autrici del libro “Baby Signs: How to Talk with Your Baby Before Your Baby Can Talk” hanno condotto più di due decenni di ricerca accademica sull’uso dei segni con bambini udenti, tra cui uno studio a lungo termine finanziato dal National Institutes of Health.

La loro ricerca innovativa descrive i benefici dell’utilizzo del Programma Baby Signs® per i neonati e per le loro famiglie.

Punti salienti della ricerca:

Partecipanti

Più di 140 famiglie hanno aderito a questo studio iniziato quando i loro bambini avevano 11 mesi di età. Ogni famiglia è stata assegnata in modo casuale al gruppo Baby Signs® o al gruppo non-Baby Signs®. I gruppi erano equivalenti all’inizio dello studio, in termini di: sesso e ordine di nascita dei figli, la tendenza alla verbalizzazione, il livello di istruzione e di reddito dei genitori.

Valutazioni

I bambini sono stati valutati usando misure linguistiche standardizzate a 11, 15, 19, 24, 30, e 36 mesi. Inoltre, raggiunta l’età di 8 anni, sono stati valutati con il test cognitivo WISC-III, la misura più comunemente usata per valutare il Quoziente intellettivo dei bambini.

Risultati

  • I bambini del gruppo Baby Signs hanno un vocabolario più ampio in comprensione!

A 19 mesi comprendono un numero di parole nella media per i 24 mesi; a 24 mesi il loro vocabolario è nella media per i 29 mesi! Ben 5 mesi di vantaggio sul gruppo non segnante!

  • I bambini del gruppo Baby Signs utilizzano un vocabolario più ampio!

A 15 mesi utilizzano un numero di parole nella media per i 17,5 mesi; a 24 mesi il loro vocabolario in produzione è nella media per i 27.4 mesi! Più di 3 mesi di vantaggio sul gruppo non segnante!

  • I bambini del gruppo Baby Signs utilizzano frasi più lunghe!

I risultati mostrano una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi, a 24 mesi, nella lunghezza delle frasi utilizzate. Attraverso il calcolo della LME (Lunghezza Media dell’enunciato), un parametro importante per la valutazione dello sviluppo sintattico, la ricerca conferma che l’esperienza del Programma Baby Signs stimola il linguaggio anche a livello di frase!

  • I bambini del gruppo Baby Signs saranno più intelligenti!

A 8 anni di età i bambini che erano appartenuti al gruppo sperimentale hanno totalizzato una media di 12 punti in più nel Quoziente Intellettivo rispetto ai loro coetanei non segnanti al WISC-III Test.

In nessuna prova i bambini del gruppo di controllo ottengono risultati migliori rispetto ai bambini del gruppo Baby Signs!

Conclusione

Utilizzare il Programma Baby Signs® aiuta i bambini a sviluppare sia le competenze linguistiche che quelle cognitive.

Ricerca Accademica

Per chi fosse interessato a saperne di più sulla ricerca di base relativa al Programma Baby Signs® (conosciuto in riviste accademiche come “gesti simbolici”), sono consigliati i seguenti articoli.

  • Susan Goodwyn, Linda Acredolo, and Catherine Brown (2000). Impact of symbolic gesturing on early language development. Journal of Nonverbal Behavior, 24 (2), pp. 81-103. (Impatto della gestualità simbolica sullo sviluppo precoce del linguaggio)
  • Acredolo, L. P., & Goodwyn, S.W. (July 2000). The long-term impact of symbolic gesturing during infancy on IQ at age 8. Paper presented at the meetings of the International Society for Infant Studies, Brighton, UK. Available (L’impatto a lungo termine dei gesti simbolici durante l’infanzia sul QI all’età di 8 anni).
  • Brie Moore, Linda Acredolo, & Susan Goodwyn (April 2001). Symbolic gesturing and joint attention: Partners in facilitating verbal development. Paper presented at the Biennial Meetings of the Society for Research in Child Development. Available online.(Gestualità simbolica e attenzione congiunta: Partners nella facilitazione dello sviluppo verbale).

I seguenti articoli fanno parte della Bibliografia completa Baby Signs® :

  • Linda Acredolo and Susan Goodwyn (1985). Symbolic gesturing in language development: A case study. Human Development, 28, 40-49.(Gestualità simbolica nello sviluppo del linguaggio: un caso di studio”)

Questo articolo presenta la storia del nostro primo “Baby Signer,” la figlia di Linda, Kate, che ha cominciato a creare spontaneamente gesti simbolici quando aveva circa 12 mesi. Questi erano gesti “intuitivi” (come “annusare” per “fiore” e “braccia in alto” per “grande”). L’abbiamo facilitata,  suggerendole  altri gesti semplici per le cose nelle quali lei era interessata e seguimmo il suo progresso in termini di sviluppo gestuale e verbale.

  • Linda Acredolo and Susan Goodwyn (1988). Symbolic gesturing in normal infants. Child Development, 59, 450-466. Readily Available in Libraries.(Gestualità simbolica in bambini normali)

Il nostro obiettivo in due studi separati descritti in questo articolo è stato quello di conoscere meglio lo sviluppo spontaneo di gesti simbolici da parte dei neonati. Ci siamo poste la domanda: è solo la figlia di Linda che mostra questa capacità (vedi Acredolo & Goodwyn, 1985) o altri bambini sono creativi come Kate? La risposta è stata estremamente chiara. Sebbene Linda fosse un pò “delusa” di sapere che Kate non era assolutamente unica, è diventata subito entusiasta nello scoprire che la maggior parte dei bambini creano almeno uno o due di questi gesti simbolici,  e tra questi  alcuni bambini, come Kate, ne creano molti. L’articolo descrive inoltre (a) i rapporti con lo sviluppo verbale, (b) le fonti di gesti nella vita quotidiana dei bambini ‘, (c)  differenze nel genere e nell’ordine di nascita.

  • Linda Acredolo and Susan Goodwyn (1990). The significance of symbolic gesturing for understanding language development. In R. Vasta (Ed.), Annals of Child Development (Vol. 7, pp. 1-42). London: Jessica Kingsley Publishers. Readily Available in Libraries. (L’importanza dei gesti simbolici per capire lo sviluppo del linguaggio)

L’invito a scrivere questo capitolo ci ha fornito l’occasione di rivedere il ruolo che i gesti simbolici, compreso il sistema formale di segni della ASL (American Sign Language), sembrano giocare nello sviluppo del linguaggio verbale in bambini udenti. Descriviamo molti casi classici di studi (per esempio, Holmes & Holmes, 1980 e Prinz & Prinz, 1979) che, oltre al nostro lavoro, mirano ad individuare denominatori comuni tra queste competenze. La discussione finale affronta la questione se alcune pietre miliari precoci dello sviluppo del linguaggio (ad esempio, l’emergere del primo simbolo e le prime due combinazioni di simboli) sono più facilmente raggiunti nel canale gestuale rispetto alla modalità verbale.

  • Susan Goodwyn e Linda Acredolo, (1993). Symbolic gesture versus word: Is there a modality advantage for onset of symbol use? Child Development, 64, 688-701. (Gesto simbolico versus parola: C’è una modalità vantaggiosa  per  far emergere l’utilizzo del simbolo?)

I risultati riportati in questo articolo rappresentano i primi dati del nostro studio longitudinale, sponsorizzato dal National Institute of Health, dell’impatto dell’incoraggiamento volontario e strutturato ad usare i gesti simbolici con i bambini. L’obiettivo era quello di far luce su un argomento molto dibattuto: il grado in cui i simboli gestuali rappresentano una via d’accesso facilitata nella comunicazione simbolica.

  • Linda Acredolo, L. P., & Goodwyn, S.W. (1997). Furthering our understanding of what humans understand, Human Development, 40, 25-31. Readily Available in Libraries. (Promuovere la nostra comprensione di ciò che gli esseri umani comprendono)

Grazie al nostro grande impegno nel settore dei bambini e dei gesti simbolici, ci è stato chiesto dal redattore di questa prestigiosa rivista di scrivere un articolo, commentando gli altri lavori presentati nel numero: una meravigliosa ricerca fatta presso la Emory University sull’uso di gesti degli scimpanzé. Siamo rimasti particolarmente entusiasti quando una foto di uno dei nostri “Baby Signer” è stata utilizzata per la copertina del numero.

  • Susan Goodwyn and Linda Acredolo (1998). Encouraging symbolic gestures: Effects on the relationship between gesture and speech. In J. Iverson & S. Goldin-Meadows (Eds.) The nature and functions of gesture in children’s communication (pp. 61-73). San Francisco: Jossey-Bass. (Incoraggiare l’uso di gesti simbolici: effetti sul rapporto tra gesto e parola)

L’invito a scrivere questo capitolo ci ha fornito l’occasione di riassumere il nostro programma di ricerca sulla gestualità simbolica, dai primi lavori con Kate ai risultati del nostro studio longitudinale NIH-sponsorizzato sull’impatto dell’utilizzo del segno sullo sviluppo verbale.

  • Linda Acredolo, Susan Goodwyn, Karen Horobin, and Yvonne Emmons (1999). The signs and sounds of early language development. In L. Balter & C. Tamis-LeMonda (Eds.), Child Psychology: A Handbook of Contemporary Issues (pp. 116 – 139). New York: Psychology Press. (I segni ed i suoni del primo sviluppo linguistico)

L’editore di questo volume ci ha richiesto di riassumere semplicemente i nostri risultati di ricerca. Siamo stati lieti di accettare la sfida. Il nostro obiettivo, nella stesura del capitolo, è stato quello di mostrare come i risultati dei nostri studi sui gesti simbolici fanno luce su importanti ed  ancora irrisolte domande nello sviluppo del linguaggio: perché la comprensione del linguaggio generalmente precede la produzione? Perché la crescita vocabolario è così lento nei mesi successivi la comparsa della prima parola? Che cosa rappresenta per il fenomeno frequentemente osservato chiamato il “esplosione del vocabolario?” Quali sviluppi stanno alla base della fase della giustapposizione di due parole? Nella parte finale del capitolo sfidiamo ricercatori ad iniziare a utilizzare i gesti simbolici come strumento per esplorare altre importanti questioni di sviluppo, le questioni che hanno tradizionalmente dovuto attendere l’inizio del linguaggio verbale (ad esempio la memoria a lungo termine per gli eventi, lo sviluppo dei concetti, il pensiero astratto). In aggiunta il capitolo comprende quasi una dozzina di vignette tratte scelte per illustrare la creatività dei bambini che fanno parte del Programma Baby Signs® , segni che abbiamo visto usare  più e più volte da parte dei bambini.

  • Susan Goodwyn, Linda Acredolo, and Catherine Brown (in press). Impact of symbolic gesturing on early language development. Journal of Nonverbal Behavior. (Impatto della gestualità simbolica sullo sviluppo precoce del linguaggio)

Questo è l’articolo in cui presentiamo i risultati più importanti del nostro studio longitudinale sponsorizzato dal National Institute of Health  sull’impatto che ha, nello sviluppo verbale, l’incoraggiamento volontario e strutturato ad usare i gesti simbolici con i bambini. Test standardizzati sia di sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo erano stati somministrati a 11, 15, 19, 24, 30, e 36 mesi sia un gruppo sperimentale di bambini (“Baby signer”) e due gruppi di controllo. I risultati hanno dimostrato un chiaro vantaggio per i bambini del gruppo Baby Signs®, fornendo una rassicurazione alla preoccupazione  più frequentemente espressa da parte dei genitori cioè che con il Programma Baby Signs® si rischia di ostacolare l’apprendimento del linguaggio. In realtà, la buona notizia è che l’utilizzo del Programma Baby Signs®  facilita  lo sviluppo del linguaggio verbale.

  • Acredolo, L. P., & Goodwyn, S.W. (July 2000). The long-term impact of symbolic gesturing during infancy on IQ at age 8. Paper presented at the meetings of the International Society for Infant Studies, Brighton, UK. Acredolo, L. P., & Goodwyn, S.W. (Luglio 2000). (L’impatto a lungo termine dei gesti simbolici durante l’infanzia sul QI all’età di 8 anni )

Il test intellettivo standardizzato  WISC-III è stato somministrato a soggetti del nostro studio longitudinale sponsorizzato dal National Institute of Health  durante l’estate dopo il completamento della seconda elementare. Con nostra grande sorpresa e gioia, i risultati hanno indicato un significativo vantaggio di 12 punti  di media per i bambini che erano stati incoraggiati ad utilizzare il Programma Baby Signs®  durante il loro secondo anno di vita (media IQ = 114) rispetto ai bambini che erano stati nel gruppo di controllo (QI = 102 media). Il vantaggio è stato rilevato sia per l’area verbale e che per l’area di performance (Sub-scale del test WISC-III)

  • Brie Moore, Linda Acredolo, & Susan Goodwyn (April 2001). Symbolic gesturing and joint attention: Partners in facilitating verbal development. Paper presented at the Biennial Meetings of the Society for Research in Child Development. (Gestualità simbolica e attenzione congiunta: Partners nel facilitare lo sviluppo verbale )

Utilizzando i dati video del nostro studio longitudinale finanziato dal governo federale, abbiamo cercato di vedere se l’esperienza del programma Baby Signs® stimoli lo sviluppo della capacità di dirigere attivamente l’attenzione di un adulto su qualcosa in cui il bambino è interessato. Chiamata “attenzione congiunta”, questa capacità è conosciuta per essere un fattore importante per imparare a parlare. Con nostra grande gioia, è stato rilevato che i bambini Baby Signs® presentano maggiori episodi di attenzione congiunta con le loro madri rispetto a bambini del gruppo di controllo durante le sessioni di gioco in laboratorio a 19 e 24 mesi. Inoltre, questa abilità veniva mantenuta indipendentemente dalla competenza linguistica verbale, indicando che l’esperienza del Baby Signs® stessa era un promotore unico per i punteggi di attenzione congiunta. Questi dati sono importanti perché aiutano a spiegare il motivo per cui i bambini Baby Signs® tendono a imparare a parlare prima di quanto lo facciano i bambini non Baby Signs®. Lo studio può anche aiutare a spiegare perché l’esperienza del Baby Signs® abbia (come è stato rilevato) un effetto positivo sul QI all’età di 8 anni.